Chi siamo? Forse una risposta possiamo trovarla nelle Vite Precedenti

Chi siamo? Forse una risposta possiamo trovarla nelle Vite Precedenti

( Relazione tenuta al Rotary di Romano di Lombardia , novembre 2016 )

Non ci sono parole più indicate per introdurre la Terapia delle Vite Precedenti di quelle di Brennan allorché scrive “ …il nostro benessere dipende dalla nostra capacità di amore e attenzione verso gli altri, dalla nostra spiritualità, dalla nostra mission, dai nostri valori”. La lunga esperienza di Brian Weiss in ambito psichiatrico e di psicologia clinica ha trasferito queste parole nella cura allorché scrive “…gli stati di dis- equilibrio e di dis-agio si creano quando i tre livelli fisico, spirituale ed emozionale non sono allineati e in armonia l’uno con l’altro. La Terapia delle Vite Precedenti mette in grado il cliente di esplorare in altri mondi e in altri tempi la trama del suo essere nel “qui ed ora” e di andare alla ricerca della matrice emozionale ed attitudinale che influenza in modo inconsapevole il suo sistema motivazionale”.
Nel suo racconto La Leyenda del Quarto Mago Alberto Ruz Buenfil descrive come la realizzazione di un sogno avviene affrontando le difficoltà che si incontrano nel trasformare in un oggetto “finito” materiale un’ idea originaria senza perdere l’entusiasmo e lo spirito che animavano questa idea ed erano la forza del sogno stesso.
Nei tanti anni di lavoro come psicoterapeuta molti delle persone che ho conosciuto si sono rivolte a me perché in uno dei cassetti della loro mente erano chiuso un sogno, un desiderio, e qualcosa ne impediva la realizzazione. Ne era conseguito uno stato di frustrazione costante, sottile ed invasivo, talora accompagnato da sintomi psicologici e/o somatici.
Da buona psicoanalista avevo interpretato i conflitti , i sensi di colpa, le relazioni genitoriali come le cause evidenti di quanto accadeva. La terapia era lunga e costosa, e spesso anche molto dolorosa.
L’esperienza fatta in USA con Weiss, la lettura dei suoi libri, stare fianco a fianco con lui e con altri colleghi, sperimentare su me stessa cosa volesse dire andare in una trance regressiva ha modificato il mio modo di lavorare. La terapia si è trasformata in un’esperienza che faccio accanto al cliente accompagnandolo in un suo viaggio personale fatto di immagini, di suoni, di sensazioni, di incontri : pongo domande, aiuto a bonificare vissuti dolorosi, lascio che emozioni quali tristezza, rabbia, paura si prendano i loro spazi per tutto il tempo necessario. E’ un processo che consente alle energie bloccate di mobilizzarsi ed alle risorse di attivarsi per dare nuovi contenuti agli antichi sogni e desideri affinché possano trovare la loro realizzazione.
Questo cammino a ritroso rimanda ad una dimensione del nostro esistere come un continuum temporale, dove il prima e il dopo sono solo parametri per misurare lo scorrere delle cose e non per definire le relazioni di causa-effetto.

Quando i sintomi sono un mistero

( articolo tratto da American Psychological Association,a cura di Tori De Angelis, 2013 tradotto e integrato da Simonetta Betti )

A molti psicologi è capitato di vedere pazienti che sono sofferenti e preoccupati a causa di sintomi fisici per i quali non è stata trovata una chiara origine organica, come mal di testa cronici, dolori addominali, cattiva digestione, palpitazioni, stanchezza cronica o, semplicemente, non sentirsi bene.

Si tratta di un problema di difficile soluzione: come tecnici della mente ci dobbiamo preoccupare di una possibile condizione medica sottostante i sintomi o dovremmo invece pensare a predisporre un intervento mirato a seguito della diagnosi di disturbo somatico con origini psicologiche?

I sintomi che non hanno una spiegazione organica sono molto diffusi, spesso ricorrenti e vengono etichettati come “psicosomatici”, rappresentano circa 1/3 dei sintomi portati al medico di base. Secondo M. Sharpe, psichiatra dell’Università di Oxford, si tratta di una distinzione poco adeguata che distingue ciò che i medici identificano come “fisico” e quindi “vero” e ciò che è “mentale” e che si pensa sia “immaginario”. Sarebbe invece sensato, afferma Sharpe, costruire una migliore integrazione e comprensione che tenga insieme le nostre componenti fisiche e psicologiche.
Secondo i due psicologi Galper e Donelas non è necessario verificare la presenza di dolore nel paziente attraverso un’indagine strumentale, basta vedere quanto soffre o come è in balia di costante stanchezza per comprendere quanto sia intenso il suo stare male. Nella mia pratica clinica ho constatato come le conseguenze di questi disturbi senza diagnosi sono molteplici e vanno dallo stato d’ansia allo stato depressivo, al ritiro dalla vita sociale, al sentirsi soli ed incompresi. In tal modo si crea un circolo vizioso che non fa altro che alimentare lo stato di malattia.
Quale terapia? Lo psicoanalista Balint parlava di farmaco/medico investendo la figura del curante della capacità di ascoltare, comprendere e stare dalla parte del paziente con empatia e flessibilità mentale, senza svalutare le sue sofferenze. L’aiuto psicologico, in accordo con il medico, può risultare utile, specie la Terapia Cognitivo Comportamentale, talora integrata dalla Ipnoterapia, e la Mindfulness.

Come psicologo – scrive Dornelas – mi occupo da molto tempo di questa tipologia di problemi e sono solito dire ai miei pazienti che posso aiutarli ad affrontare la sofferenza, in modo che sentano accanto a sé qualcuno. Aggiungo anche che il mio compito è quello di preservare una dignitosa qualità di vita , utilizzando le loro risorse per mantenere un costante contatto con il “qui ed ora”, invece che continuare a vagare alla ricerca di una diagnosi che potrebbe o forse non potrebbe essere mai fatta

Ipnosi e Ipnoterapia

Ipnosi e Ipnoterapia

L’Ipnosi Eriksoniana è una forma di psicoterapia che induce uno stato modificato di coscienza con l’obiettivo di cicatrizzare e riparare funzioni cognitive ed emotive non efficaci e non adattive. Fa parte delle neuroscienze cliniche e rappresenta un ponte fra neurologia e psicologia dal momento che opera su specifiche funzioni cerebrali durante le quali il cervello, pur operando su livelli di pensiero diversi dalla veglia, continua ad utilizzare processi di attenzione, concentrazione, focalizzazione e memoria.
E’ anche riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) come terapia complementare , basata sull’evidenza ( evidence – based ), utilizzata per ridurre ansia e paura in situazioni mediche, come ad esempio una seduta odontoiatrica o un accertamento clinico, situazioni che per molti di noi possono essere fonte di stress.
In molti paesi europei fra i quali Francia, Regno Unito, Svizzera , Russia l’ipnosi è utilizzata nella preparazione al parto attraverso l’ apprendimento di tecniche di che aiutano la partoriente a gestire il percorso fisiologico che va dal travaglio al parto. In tal caso l’ ipnosi stimola la disattivazione della neocorteccia, ossia della parte razionale del cervello, affinché il cervello primitivo, implicato in modo attivo durante il travaglio, possa lavorare in modo efficace. Durante 5 sedute di ipnositerapia, praticate in gruppo, la futura madre viene preparata ad indurre un cambiamento nel livello di coscienza che le consentirà di dissociarsi dall’ ambiente che la circonda , di collaborare con il personale medico e paramedico e di accelerare i tempi di espulsione del neonato.
Integrata con la terapia cognitivo-comportamentale l’ ipnosi ne amplifica gli aspetti positivi per il trattamento di fobie, controllo dell’alimentazione, insonnia.
Può essere utilizzata con buoni risultati anche in ambiti dove è in gioco la prestazione, come affrontare un esame universitario o presentarsi ad un colloquio di lavoro. In entrambe le situazioni l’ipnosi è tesa a stimolare le risorse e le capacità proattive della persona.