Il Multitask

Il Multitask

Condivido un pensiero dello psichiatra francese Cristophe André che definisce il cervello multitasking come un “impostura contemporanea”. Siamo ancora lontani dal riuscire a fare bene più cose nel medesimo tempo. “…Ogni volta che facciamo due cose contemporaneamente, da una parte le facciamo meno bene e dall’altra ci sentiamo stanchi e stressati”.

Mangiare leggendo, scorrere le mail telefonando, fare la doccia pensando alla giornata di lavoro, stare  in famiglia e mentre si mangia  andare con la mente verso problemi d’ufficio, ecc. Tutti questi compiti vengono svolti in uno state mentale di “piena assenza” e non in “piena consapevolezza”. Quindi: lasciamo da parte il multitasking  e adottiamo la filosofia del “soltanto” ovvero fare soltanto una cosa alla volta. E proviamo ad osservare tutto ciò che succede quando decidiamo di dedicarci pienamente solo a ciò che stiamo facendo. Ad esempio: siamo in ufficio, diamoci un tempo per leggere le mail. Poi ci dedichiamo a ciò che ci attende come parlare, scrivere, pensare, programmare, controllare, progettare. Qualunque sia il nostro lavoro mentre lo svolgiamo evitiamo di spostare l’attenzione su qualcosa d’altro. Per dirlo con le parole delle grandi tradizioni filosofiche spirituali ” fai del tuo meglio per essere presente in ciascuna delle tue azioni”.

Un altro pensiero che voglio condividere è quello di Rasmus Hougaard, autore del libro One Second Ahead ( 2016 ). Creatore e direttore di The Potential Project Hougaard ha una mission ben precisa : contribuire alla costruzione di un mondo meno conflittuale aiutando le singole persone, i teams  e le organizzazioni ad essere efficaci in ciò che fanno mantenendo consapevolezza , gentilezza, apertura verso se stessi e verso gli altri. In particolare questo ricercatore identifica due regole utili per poter lavorare in modo soddisfacente e a minimo livello di stress: la Focalizzazione e il Fare una scelta. La prima consiste nel non tenere conto delle distrazioni, divenendo vittima di queste, la seconda nella capacità di accorgersi quando l’attenzione si distacca da ciò che si sta facendo per  “riportarla sul pezzo”. Questa scelta avviene fra tre possibilità 1)  Decidere di non occuparsi della “distrazione” , lasciarla andare e tornare al proprio compito. 2) Decidere di impegnarsi nella “distrazione” e di occuparsene. Il precedente compito è messo da parte e verrà ripreso in un futuro. 3) Decidere di rinviare ad un momento successivo  l’impegno nella ” distrazione” e quindi restare nel compito svolto.

Insomma: Non possiamo tenere la mente concentrata su due o più impegni. E’ importante la consapevolezza nei confronti di ciò verso cui intendiamo mantenere l’attenzione e su ciò verso cui non intendiamo portare l’attenzione.

Sempre il dott. Hougard classifica i  quattro “Stati della Mente” connessi al modo in cui di ciascuno di noi si focalizza in ambito lavorativo. Prendetevi un attimo di pausa e identificate in quale vi riconoscete di più.-

Stato di FLOW :  la mente è focalizzata in stato di “pilota automatico”. E’ uno stato in cui si è assorbiti nel compito e la consapevolezza delle distrazioni esterne è scarsa. Alcuni entrano in questo stato quando devono raggiungere obiettivi di routine o devono svolgere un lavoro fisico. Talora possono insorgere problemi perché si rischia di “negare” segnali sensoriali importanti provenienti dall’ambiente esterno o segnali fisiologici che indicano il bisogno di riposo o di cibo. Ad es: e’ entrata in ufficio una persona importante  e non l’abbiamo per nulla considerata, oppure abbiamo sete, fame , necessità di urinare ma questi stimoli non trovano uno spazio per essere sentiti riconosciuti e soddisfatti  ecc. Certamente anche se molti compiti possono essere svolti in “pilota automatico” sarebbe comunque importante mantenere la consapevolezza di ciò avviene in noi e fuori di noi.

Stato di CREATIVITA’: In questo stato si è consapevoli e anche aperti alla distrazione. Possono esservi benefici nel “mollare la presa” dalla focalizzazione e consentire ai pensieri casuali di emergere, al punto che molti sentono che solo in questo modo riescono ad essere creativi. Se però la mente è troppo distratta diventa difficile bloccare una buona idea. Le buone idee diventano soluzioni innovative quando si è focalizzati sul trattenerle ed eseguirle. Tomas Edison dopo aver inventato la lampadina disse:

“Io non ho fallito duemila volte nel fare la lampadina, semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta la lampadina”.

Stato di MINDLESS: E’ uno stato della mente in cui non si è né focalizzati né consapevoli: per molti questo stato è rilassante. Provate a sentire, la prossima volta che vi trovate in questo stato di “sogno ad occhi aperti”, guidati da un pilota automatico che vi conduce dove vuole lui, se vi sentite davvero rilassati. Con un pò di training vi renderete conto che una mente focalizzata è più rilassata di una mente distratta. Certamente questo non vale per lo stato di sonno. Questo stato della mente MINDLESS, che viaggia nelle nuvole  rispetto a quello che è uno stato di connessione con l’esperienza del momento, talora non risulta efficace neppure nelle situazioni dolorose. Anche in queste situazioni può infatti risultare più utile al recupero del proprio benessere mantenere la mente consapevole e controllata.

Stato di MINDFUL: Siamo in una banda mentale ampia utile sia a portare a termine un compito sia ad avere una buona relazione con l’ambiente e le persone intorno a  noi. E’ lo stato mentale di maggiore efficacia, serve per ottimizzare le performances e per superare situazioni difficili. E’ uno stato mentale che è “un secondo prima” delle distrazioni esterne ed interne ma anche dell’eccessivo assorbimento da parte di un compito. Aiuta a non entrare nel pilota automatico” e quindi a scegliere e  a mantenere l’attenzione consapevole.

Aiutare le persone ad acquisire uno stato MINDFUL è anche il principale obiettivo della Mindfulness Based Stress Reduction ( MBSR ) una delle pratiche più utilizzate in ambito  educativo , lavorativo e nel trattamento dei disturbi psicosomatici.

 

 

 

Sessualità maschile: spunti

Ricerche recenti sui processi di invecchiamento nell’uomo hanno dimostrato  che livelli medio-alti di testosterone  libero favoriscono non solo la salute dei vasi sanguigni e della prostata ma anche la memoria.   Diminuisce  inoltre il rischio di depressione

Sappiamo che il testosterone è un ormone che  che stimola il desiderio sessuale ma non sappiamo se l’attività sessuale provochi un aumento di testosterone. Va inoltre sfatata la credenza che uno sportivo  debba astenersi dall’attività sessuale perché  per non limitare la propria componente aggressiva prima di una gara.Mohammed Alì, il grande pugile , interrogato su questo argomento aveva dichiarato che prima di un match di pugilato una delle sue attività preferite di riscaldamento era proprio il sesso.

La relazione fra sessualità ed erotismo è ancora oggi una faccenda delicata e misteriosa. L’Eros nasce nella zona di confine tra natura e cultura, è fatto di memoria e può essere attivato da scene erotiche vissute, riproposte, o inventate. La fantasia, ingrediente indispensabile, agisce sia nel rapporto di coppia sia nell’autoerotismo. L’amante diviene talora protagonista, talora spettatore del suo immaginario. Le aree del cervello  coinvolte nel desiderio e nell’atto sessuale sono molte e non sono solo quelle legate alle sensazioni ed alle emozioni  come l’eccitamento e il piacere, ma anche  quelle legate ad esperienze cognitive come il riconoscimento di un odore e il ricordo, magari non consapevole, di un’ immagine o di una scena vista o vissuta. L’erotismo attiva  una produzione di neurotrasmettitori ed ormoni che vengono rilasciati negli attimi che precedono l’orgasmo : l’ossitocina, che aiuta a costruire il legame di  fiducia e di attaccamento e  che sembra avere anche un influenza positiva sul sonno e le endorfine i cui effetti analgesici agiscono sulla capacità di sopportazione del dolore e dello stress.

Il comportamento sessuale maschile richiede una performance dove controllo ed abbandono si embricano. Un’ansia da prestazione troppo intensa non favorisce questo controllo : l’uomo non è in grado di prolungare le fase di eccitamento e /o di plateau ovvero le fasi connesse ai preliminari e alle spinte sessuali lasciandosi andare ad un orgasmo precoce .

Questo disturbo va affrontato senza vergogna e, se c’è un partner stabile, con la sua collaborazione. Il primo step è la visita andrologica che consente di avere una diagnosi della o delle cause del problema.

Se l’origine, come spesso accade, è di ordine emotivo, ovvero paura, ansia ,insicurezza è utile un colloquio con un sessuologo. E’ in questa sede che si decide il percorso più indicato per il paziente.

Negli ultimi 10 anni sono state introdotte, con buoni risultati tecniche che lavorano sulla relazione mente -corpo come mindfulness e ipnoterapia cognitivo comportamentale .

 

 

Simonetta Betti

 

Laurea in Filosofia,Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica,Specializzazione in Psicologia,Formazione in Sessuologia Clinica e Psicoterapia della Coppia,Formazione in Trainer and Consultancy Certification,Partecipazione al Programma Mindfulness Stress Reduction,Formazione in Ipnoterapia Clinica,Partecipazione al Professional Training Course in Past Life Regression Therapy

Università di Perugia
Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica ( SPP ) Milano
Università degli Studi di Milano
Scuola Italiana di Sessuologia Clinica Milano/Firenze
Neurolinguistic Programming University ( NLPU ) S.Cruz California
Associazione Italiana per la Mindfulness ( AIM ) Milano
West London University
Brian Weiss, Rhinebeck USA

 

Mi sono formata come psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico e come sessuologa clinica in Scuole Italiane (Società di Psicoterapia Psicoanalitica Milano, Scuola Italiana di Sessuologia Clinica Firenze/Milano). Negli Stati Uniti mi sono specializzata in tecniche psicodiagnotiche per l’applicazione del metodo Exner nella somministrazione del test di Rorschach e del metodo Green per l’elaborazione del test MMPI. Ho conseguito un master di terzo livello in Programmazione Neuro Linguistica presso l’università di Santa Cruz (California). Mi sono specializzata in Ipnoterapia Ericksoniana alla West London University. Ho approfondito con Brian Weiss, presso il Centro Omega di Rhinebeck, l’utilizzo dell’Ipnosi Regressiva applicata alle Vite Passate. Collaboro con il Policlinico IRCCS di San Donato Milanese per il trattamento dei Disturbi di Somatizzazione, dei Disturbi Ansioso/Depressivi, dei Disturbi dell’Alimentazione.
Presso l’Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi” di Milano collaboro con il personale del Reparto di Odontoiatria Infantile nell’utilizzo di Tecniche di Ipnoanalgesia.

Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi come Psicoterapeuta. Sono Consulente Tecnico di Ufficio del Tribunale di Milano. Sono iscritta alla Società Inglese di Ipnosi Clinica. Sono autorizzata dal Dr. Brian Weiss all’utilizzo dell’Ipnosi Regressiva applicata alle Vite Passate.

Nella mia formazione professionale ho avuto come maestri J.Cremerius, G.C. Zapparoli, R.Dilts, R. Bandler, P.Mabbutt, B.Weiss, P.Eldberg, J.Exner, W. Pasini. Ognuno di loro mi ha aperto orizzonti nuovi consentendomi di integrare modello psicoterapeutici diversi nel lavoro clinico.

  • 1972-1978 : Borsa di studio e ricerca. Università di Pisa/Roma
  • 1972-1978: Consulente e redattore . Istituto della Enciclopedia Italiana G. Treccani, Roma
  • 1979-2004: Ricercatore Confermato di Psicologia Clinica. Istituto di Psicologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Milano
  • 2004-2011: Ricercatore Confermato e Professore a Contratto Dipartimento di Scienze Mediche, Polo San Donato, San Donato Milanese
  • 2004-2016: Direttore della Struttura Complessa di Psicologia Clinica. Policlinico IRCCS San Donato, San Donato Milanese Attualmente è Consulente del Servizio di Psicologia Clinica e Tutor per la Formazione in Psicoterapia, Policlinico IRCCS San Donato E’ autore di numerosi articoli scientifici riguardanti la Psichiatria di Territorio, la Psicologia Clinica e la Psicologia Medica e del volume Scavalchiamo la Menopausa E’ Iscritta alla Società Italiana di Psicologia E’ Iscritta alla Società Inglese di Ipnoterapia Clinica E’ iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia ( 03/1314 del 15/01/1990 ) E’ Consulente Tecnico ( CTU ) del Tribunale di Milano.