Alla ricerca del sonno perduto

Alla ricerca del sonno perduto

La vita è una questione di ritmo

Respirazione, battito cardiaco, ovulazione sono alcuni fra i ritmi che modulano l’armonia del nostro ciclo di vita.

La Cronobiologia è quella disciplina che studia un ritmo speciale, definito circadiano, ateso a regolare nell’arco delle 24 ore molte funzioni del nostro corpo, tra le quali il sonno: il rilascio di melatonina, l’ormone induttore del sonno, viene aumentato quando scende il buio.

Questo ritmo può essere “deregolato”, ci sono infatti persone che si coricano quando è giorno- non per causa di turni di lavoro- e poi dormono fino tardi la mattina. Se queste persone durante il giorno non sentono sonnolenza e non bevono caffè per tenersi svegli, non si tratta di un disturbo del sonno. Sono dei “ dormitori diversi” definiti anche “gufi”. La notte non è per loro un incubo bensì è il piacere di stare svegli e di rendere proficue le ore in cui gli altri dormono.

Di tutt’altro genere è la situazione di chi, pur volendo dormire, non riesce ad addormentarsi oppure di chi ha frequenti risvegli notturni o anche di chi si trova alle 4 del mattino con gli occhi aperti e si rigira nel letto incapace di riprendere il sonno.

Se questi disagi si protraggono da più di tre mesi e sono presenti almeno tre volte alla settimana allora si tratta di un disturbo del sonno che richiede una diagnosi ed una terapia appropriate. E’quindi importante consultare oltre al proprio medico di famiglia anche uno specialista neurologo.

 

A che serve dormire?

Svegliarsi e sentirsi riposati e non avere sonnolenza durante il giorno servono ad avere un buon controllo alla guida, ad evitare distrazioni che causano incidenti domestici, ad essere concentrati ed attenti sul posto di lavoro e sui banchi di scuola.

Ma le funzioni del sonno sono molte altre:

  • La salute : Numerose ricerche scientifiche riportano la relazione tra carenza di sonno e obesità, diabete, disturbi cardiaci, infarto.
  • La vita sessuale : Un’ indagine statunitense condotta dalla National Sleep Foundation ha evidenziato che nel 26% della popolazione la stanchezza e la qualità del sonno sono le prime cause di insoddisfacente vita sessuale.
  • Il dolore: Il sonno è un farmaco per chi ha dolore. Purtroppo talora si crea un circolo vizioso tra sonno e dolore, in quanto il dolore disturba il sonno. Quindi è necessario intervenire su entrambi i fronti.
  • Minor rischio di incidenti : sia alla guida per colpo di sonno sia in ambito domestico per mancanza di attenzione e concentrazione.
  • Il tono dell’umore migliora, come anche si riduce l’ansia, dopo una buona dormita.
  • La mancanza di sonno riduce il l livello della leptina, l’ormone che ci fa sentire sazi. Quando si è stanchi e affamati si va alla ricerca di cibo ad alto livello calorico, spesso grasso.
  • Il pensiero : Quando si è dormito bene la mente è più chiara. Una notte povera di sonno lascia spesso la mente appannata e induce a bere più caffè per svegliarsi. Quindi sicrea un circolo vizioso.
  • La memoria : Funziona meglio. Il sonno aiuta ad immagazzinare quanto appreso di giorno e a svuotare la mente da contenuti inutili. Diminuisce anche la creazione di falsi ricordi.
  • Il sistema immunitario : Recenti ricerche hanno dimostrato una stretta relazione fra qualità del sonno e funzionamento del sistema immunitario.

 

Ipnosi per il trattamento dell’insonnia : nuovi scenari 

Lo stato ipnotico si associa con la capacità che tutti possediamo di “ lasciare la presa”, ovvero di chiudere i contatti con gli stimoli che provengono dal mondo esterno, come rumori, immagini ecc. o dal nostro mondo interno come pensieri e rimuginazioni. Durante il giorno questa capacità si attiva se dobbiamo concentrarci su qualcosa di molto specifico dal punto di vista intellettuale, creativo, manuale, nello sport e durante il rapporto sessuale o anche se vogliamo allontanare un dolore fisico o psicologico.

Quando si va a dormire “lasciare la presa” è un processo automatico, l’interruttore si spegne e noi ci addormentiamo.

Per molte persone non è così : in circa il 25/30% di chi vive nei paesi industrializzati l’interruttore fa fatica a spegnersi e quando la testa si posa sul cuscino si aprono scenari fatti di dialoghi interni, di immagini che si sviluppano in film creati dalla propria mente, di pensieri privi di soluzioni. Il sonno desiderato non arriva. Talora è il corpo che non si rilassa, le gambe si muovono senza tregua, ci rigiriamo nel letto, si provano sensazioni spiacevoli.

Di qui il ricorso a tranquillanti, induttori del sonno, trattamenti fitoterapici e altro.

Un’accurata diagnosi è il primo passo da fare per decidere il trattamento più adeguato.

Neurologo, endocrinologo, dietologo, psicologo e quando serve pneumologo sono le figure chiave che lavorando da sole o in team aiutano ad avere una diagnosi del disturbo e a mettere a punto un trattamento personalizzato.

L’ipnoterapia per i disturbi del sonno si svolge in  otto sedute di cui due individuali e sei di gruppo.

I suoi obiettivi consistono nella modifica di quei comportamenti, di quegli stati emotivi, di quelle abitudini, di quei vissuti che compromettono la capacità di “lasciare la presa” e di abbandonarsi al sonno.

La collaborazione del paziente nel processo terapeutico è indispensabile e si concentra sulle pratiche di autoipnosi da fare a casa con l’aiuto di un’applicazione per smartphone o di un CD forniti dall’ipnoterapeuta

 

L'Imprevisto: Sventura o Opportunità

Secondo il poeta francese Paul Valery ” Non c’è nulla di più naturale del caso e niente di più costante dell’imprevisto”. L’imprevisto arriva nella nostra vita in un momento qualsiasi, inatteso , come un  incontro per caso, una separazione improvvisa, una depressione, una gravidanza non programmata, un incidente, un lutto, un’infertilità, un colpo di fulmine, un sogno, una vincita alla lotteria, un’offerta lavorativa …Ma l’imprevisto può anche nascondersi nelle circostanze più diverse – come un lapsus o la scoperta di un segreto- che possono essere la causa della rottura di un equilibrio che si credeva di aver conquistato.

Doloroso o piacevole, l’imprevisto porta caos nell’organizzazione mentale, sconvolge la sicurezza di un ordine noto e talora mette a dura prova la nostra capacità di reagire e far fronte agli eventi dellavita, fino al punto da paralizzare la nostra capacità di affrontarlo talora e anche di vederlo come una nuova e possibile opportunità di cambiamento.

A quali risorse personali possiamo fare appello per rispondere a ciò che potrebbe diventare un fatto traumatico?A quali meccanismi psicologici, somatici, neurologici, cognitivi possiamo ricorrere per caricarci di nuove forze di fronte all’inatteso?

Alcune tecniche psicologiche come la mindfulness e l’ipnosi ericksoniana sono in grado di aiutarci a costruire quelle risposte di adattamento efficace  per essere “proattivi” nei confronti dell’imprevisto Queste tecniche attraverso un lavoro  sui processi mentali e sui processi somatici modificano  uno stile “reattivo” di risposta, ovvero l’avvitarsi su noi per riuscire a fare fronte in modo positivo alle difficolta’.