La Società Americana di Psicologia ha introdotto nel 1998 il concetto di “Psicologia Positiva” identificando come obiettivo della psicoterapia quello di attivare “ le forze dell’uomo e non solo ridurne il malessere e il disagio”. Sono stati così introdotti concetti quali “emozioni positive”, “ristrutturazione”, “ risorse”, “plasticità neuronale”. Sta allo psicoterapeuta, in collaborazione con il suo paziente, trovare la chiave giusta per rimuovere i“virus” che nutrono paure e convinzioni limitanti e lasciare spazio a stati emotivi e cognitivi generatori di cambiamento.

L’ipnosi è una tecnica che attraverso l’utilizzo della visualizzazione, dello stato di trance, delle capacità immaginative, della dissociazione, dell’empatia aiuta il cliente ad usare le sue potenzialità nella soluzione del problema. Le linee guida statunitensi hanno precisato che solo uno psicologo con formazione clinica può utilizzare l’ipnosi come psicoterapia.

Lo psichiatra Brian Weiss che focalizza nel trattamento dei pazienti l’ipnosi regressiva e la regressione alle vite passate afferma che la finalità dell’ipnosi è quella di “aprire un accesso ad una parte della mente definita “subconscio” che risiede al di sotto della coscienza, al di sotto del costante bombardamento dei pensieri, sensazioni, stimoli esterni che colpiscono la coscienza”. Il subconscio non ha i confini che ci sono imposti dalla logica dello spazio e del tempo. Può ricordare tutto in ogni momento. Il potere curativo dell’ipnosi sta nell’attivazione costante di stati di coscienza diversi che forniscono al subconscio un programma alternativo rispetto al programma disfunzionale nel quale la persona si trova imbrigliata: vengono infatti attivate suggestioni nuove, ragionevoli ed accettabili per la coscienza, che vanno nel miglior interesse della persona e che promuovono nuovi comportamenti.

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