Una terapia su misura?

Adattare la psicoterapia non solo alla diagnosi ma soprattutto ai reali bisogni e alle caratteristiche del paziente è una vera sfida per noi psicoterapeuti. La psicoterapia cognitivo comportamentale ha dato l’avvio a questo nuovo stile di lavoro, al quale si sono poi allineate la Programmazione Neurolinguistica e l’Ipnosi Clinica con l’obiettivo di avviare, in tempi prestabiliti, quel cambiamento che apporti un miglioramento alla qualità di vita del paziente facendo leva sulle sue risorse e sulle sue potenzialità.

Due brevi storie di persone “bloccate”, entrambe trattate con Ipnosi Clinica e Programmazione Neurolinguistica, che hanno raggiunto il loro obiettivo alla fine della terapia.

Francesca

Ha 40 anni, il suo rapporto di coppia è insoddisfacente, ma lei non riesce a chiuderlo. Non ha figli, un buon lavoro che le piace e molte amicizie. Mi chiede un appuntamento per telefono e dopo avermi dato qualche informazione sulla sua persona mi dice:

“…qualcosa dentro di me mi impedisce di decidere ed io sento che sto sprecando energie e tempo, vorrei un aiuto”.

Francesca

Mario

Ha 35 anni, lavora nella stessa azienda da quando si è laureato e da circa un anno ha desiderio di cambiare posto di lavoro 

“…perché voglio mettermi alla prova e anche per ambire ad uno stipendio più alto e ad una categoria di quadro. Ma quando mi viene fissato un colloquio, ed è già la terza volta, la notte precedente sto male, entro nel panico e la mattina devo disdire l’appuntamento. Il mio medico di base mi ha dato una terapia per il controllo di questa ansia e mi ha suggerito di rivolgermi ad uno psicologo”.

Mario

Francesca e Mario si sono avvitati in un circolo vizioso che li tiene entrambi bloccati, impedendo loro di realizzare un legittimo desiderio di cambiamento. In queste situazioni il lavoro psicoterapeutico deve essere breve e mirato, rispettoso della loro storia e ancorato al loro desiderio attuale.

Ho quindi deciso, nel corso dei 10 incontri che ho fatto con ciascuno di loro, di lavorare su tre fronti: 

costruire” il permesso interno al cambiamento;

confrontarsi” con gli stati emotivi (separazione/solitudine; ambizione/insuccesso);

visualizzare e vivere virtualmente” le tappe necessarie per raggiungere l’obiettivo.